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Diversamente liberi N. 116-117 Gennaio-febbraio 2026


Dieci anni insieme. I detenuti cambiano spesso, sono cambiati anche educatori, direttori, agenti di custodia, si sono rinnovati e aumentati i volontari di questo laboratorio che partorisce un giornale che cresce senza finanziamenti partendo dalla “lotta contro le barriere architettoniche” di Mi Girano le ruote fino a quella “contro le barriere mentali” di Diversamente Liberi, come ci ricorda Vitina, direttrice della rivista ed ispiratrice di questa e tante altre iniziative dell’associazione.

E in questo numero spaziamo tra le Paralimpiadi Milano-Cortina 2026 con Benedetta, mentre con Manuela andiamo nelle atmosfere napoletane della Bella M’Briana, spirito protettore po-meridiano o serale della casa, diventata un cortometraggio che vedremo presto, o della farmacia del dottor Bonomelli, leader della produzione di camomilla che da Milano decide di valorizzare le erbe spontanee pugliesi mettendo la sua fabbrica di infusi a Foggia.

Giovanni ci porta in giro fra le suggestioni e le trappole dell’intelligenza artificiale, della passione inconfessabile per il cartone animato di Sailor Moon, ma anche per le commedie di Checov o de “La strana coppia” di Simon e, in maniera trasognata e delicata sfiora la tragedia reale – per fortuna senza vittime – della sua terra, la Calabria, a causa dell’uragano Harry.

Ivano poeticamente ci ricorda la magia “delle prime volte” in cui ci capita che “ascoltiamo di più, sentiamo ogni dettaglio, siamo presenti in modo totale, nulla è automatico, nulla è scontato”.

Riflessioni molto profonde dei nostri redattori “interni” dell’Icatt: Natale sulla vigliaccheria del male e la voglia di migliorarsi, la gratitudine, per noi lusinghiera, di sentirsi ascoltati e non giudicati anche tramite questi laboratori e il giornale; Antonio che giustamente lamenta che il mondo esterno visto dai telegiornali è solo devastazione, ma che poi prova a raccontare al proprio figlio, Cristian, cosa sia il carcere con parole che meritano davvero molta attenzione: “Il carcere è un posto dove le persone come me vanno per imparare a diventare migliori, è un posto dove si pensa tanto, si sbaglia ancora, ma si prova anche a cambiare. È un posto dove aspetto il giorno in cui potrò tornare a casa e fare le cose nel modo giusto.”

E tra loro finalmente prende la parola Francesco che da tempo viene in redazione per giocare a Mahjong e, grazie a lui scopriamo che come il metadone per l’eroina questo è un rimedio contro la noia e la paranoia, stimolando strategia, memoria, attenzione, calcolo. I numeri del carcere con Carmine ci ricordano che la spesa pubblica per i detenuti sale alle stelle e rimane irrisorio l’investimento per il loro inserimento lavorativo.

Infine Fulvio ci racconta del bellissimo libro curato da un altro nostro socio, Aristide, Processo al carcere, un processo che assolve i provvedimenti alternativi e le custodie attenuate come quella di Eboli; poi ci aggiorna sul mancato disinquinamento a Bagnoli in relazione alla Coppa America a Napoli, sulla situazione della libertà di stampa e d’opinione sui temi del referendum e del riarmo, infine ci accompagna in una storia che sembra semplicemente quella di un gruppo di giovani che vanno a Berlino per un incontro sui temi dell’abitare cooperativo e che diventa particolare grazie a un ragazzo speciale che vi prende parte.

Infine ecco la nostra copertina e la nuova grafica che con Nicola ci porta in volo fra riviste internazionali che “sfidiamo” umilmente con i nostri contenuti, sicuramente unici.

La sinossi di questo numero letta da me


In questo numero trovi i miei articoli ed i relativi audio-podcast letti da me e pubblicati sulle piattaforme audio dell’associazione Mi girano le ruote:

Bagnoli e la coppa bradisismica p. 16


Dove va la libertà di stampa e di opinione in Italia? p. 16


Processo al carcere p. 17


Diversamente simili: 2023 Greg, a giugno, a Berlino p. 19



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