Stefania piccola che danza la canzone di Miriam Makeba con cui si sono innamorati i suoi genitori; Stefania incantata davanti all’affresco della tomba di Ruvo di Puglia che rappresenta danzatrici unite come in tutte le danze sacre della Terra; Stefania a piedi scalzi, piedi ancora più bianchi in mezzo a tanti neri, a benedire una terra sacra profanata e avvelenata dalla camorra, mentre Miriam muore, muore per stare in mezzo a quelli della sua terra che in fuga da una terra che brucia sotto i piedi per guerre e carestie rischiano la vita per un pezzo di terra dove ci sia almeno un po’ di pace.
Se ti piace la sintesi di questa storia puoi scaricare da qui il breve racconto pubblicato sulla rivista Diversamente liberi numero 83-84 e lo trovi nelle ultime pagine nella rubrica “Diversamente Simili”

Per questo numero è disponibile la versione letta dall’autore per le piattaforme audio dell’associazione Mi Girano le Ruote
